{"id":206,"date":"2011-07-28T14:22:20","date_gmt":"2011-07-28T12:22:20","guid":{"rendered":"http:\/\/aulaerre.noblogs.org\/?p=206"},"modified":"2011-07-28T14:22:20","modified_gmt":"2011-07-28T12:22:20","slug":"riflessioni-sulla-situazione-economica-di-uno-studente-di-scienze-politiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aulaerre.noblogs.org\/?p=206","title":{"rendered":"RIFLESSIONI SULLA SITUAZIONE ECONOMICA DI UNO STUDENTE DI SCIENZE POLITICHE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a name=\"yui_3_2_0_5_1311599794768133\"><\/a> Ci risiamo,\u00a0 l\u2019ennesimo crollo delle borse dopo il venerd\u00ec e il luned\u00ec nero in Italia. Come anche in Europa, ci hanno fatto ripiombare con un solo colpo nella situazione economica del 2009, cio\u00e8 in piena crisi. Si \u00e8 bruciato quel poco di crescita raggiunto con molti sacrifici negli ultimi due anni, (meno per noi) quanto pi\u00f9 per i paesi che ogni giorno si trovano sull\u2019orlo della catastrofe con  tagli indiscriminati al welfare come unico rimedio (apparente) per poter salvarsi; esempi possono essere la Grecia, il Portogallo e la Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Italia con la manovra economica di  tagli degli ultimi giorni,  porter\u00e0 nel 2014 le famiglie ad un indebitamento elevatissimo. Gli ultimi dati ISTAT indicano 8 milioni di persone sotto la soglia di povert\u00e0 nel 2010. La crisi non tocca solo questi paesi, ma anche quelli cosiddetti \u201cbenestanti\u201d, come la Germania che ha subito tagli, basti pensare alle due tranche di aiuti, la prima da 700 mld nel 2008 e la seconda da 500 mld decisi a fine giugno di quest\u2019anno da parte dell\u2019unione europea che restano a carico prevalentemente dei contribuenti, certamente non dei governanti o di chi gioca sui mercati causando questi risvolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Obama in questi giorni tenta di trovare il consenso dei repubblicani sulla maxi manovra da 2000 miliardi di tagli per evitare il sicuro default statunitense, con l\u2019esplicito rischio di apocalisse mondiale espresso dallo stesso  per buttare benzina sul fuoco della paura popolare, a causa del loro maxi debito di 14.000 miliardi di dollari, esponendo i mercati e l\u2019economia globale ad un elevato rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Certamente si eviter\u00e0 questo default e sicuramente non assisteremo nell\u2019immediato ad un crollo dei mercati europei, ma chi paga oggi queste conseguenze \u00e8 evidente: non le banche, non gli speculatori, non i fautori di un\u2019economia senza freni e regole \u201cdal carattere intrinseco dell\u2019ideologia capitalista\u201d, ma il popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal 2008 ad oggi i grandi del mondo hanno a pi\u00f9 riprese propagandato la necessit\u00e0 di una regolamentazione drastica dell\u2019economia globale, cosa mai riuscita e oltretutto mai tentata a causa sia dei grandi interessi economici che la contrastano, sia perch\u00e9 si distruggerebbe il nucleo essenziale del sistema ideologico che regola il mondo. L&#8217;idea \u00e8 che i governanti e i vari amministratori di grossi capitali  non saranno mai disposti a cambiare, ma al limite cercano di far credere che in questo sistema perverso vi sia qualcosa di buono, (stuccando di bianco muri marci sul punto di crollare) con la propaganda fittizia della regolamentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi le alternative sono soltanto due: o un cambiamento radicale del tipo di economia nazionale e globale, (impossibile in quanto significherebbe distruggere l\u2019ideologia capitalista globalizzata che governa il mondo), oppure iniziare a regolamentare i mercati come proposto da molti, impossibile anche questo  per via dei troppi interessi intrinsechi al liberalismo capitalista dei mercati che non intendono cedere niente, anzi mirano ad ulteriori speculazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo allora di fronte ad una situazione in cui il mondo e l\u2019Europa in particolare, stanno continuando a porre pezze su falle che via via  vanno allargandosi sempre a discapito dello stato sociale e quindi dei contribuenti; lo stesso stato sociale che venne elargito con immensi sacrifici  di sangue e vite umane negli anni 70\u2019 e che contribu\u00ec in maniera determinante a de radicalizzare i conflitti sociali e far entrare le fasce popolari nella classe media. Oggi quindi assistiamo ad una  retromarcia graduale ma sempre pi\u00f9 incisiva, perch\u00e9 i favori che un tempo il capitalismo pot\u00e9 concedere al popolo erano solo il frutto di un benessere economico fasullo, basato principalmente sullo sfruttamento del terzo mondo in base a una politica neocolonialista che per nulla si differenzia da quella imperialista di un tempo e che oggi si trova  alla resa dei conti che pagheremo noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">I paesi che gi\u00e0 si trovano in una fase avanzata di crisi come Grecia e Spagna,  hanno gi\u00e0 cominciato a maturare una seria coscienza e conseguente mobilitazione di massa, dai lavoratori ai pensionati agli studenti, sia in termini di servizi pubblici, sia di diritti che via via vengono meno, come gi\u00e0 in Italia stiamo sperimentando sulla nostra pelle, di cui i cosiddetti referendum della FIAT costituiscono l\u2019esempio pi\u00f9 lampante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il popolo nella sua totalit\u00e0 deve ribellarsi, non contro il taglio allo stato sociale, mera concessione magnanima fattaci dai potenti, bens\u00ec all\u2019intero sistema economico e politico che governa questo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E&#8217; giunto il momento di riaccendere il conflitto sociale e abbattere definitivamente il capitalismo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<\/p>\n<p>Seba<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci risiamo,\u00a0 l\u2019ennesimo crollo delle borse dopo il venerd\u00ec e il luned\u00ec nero in Italia. 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