{"id":660,"date":"2014-02-10T15:37:23","date_gmt":"2014-02-10T14:37:23","guid":{"rendered":"http:\/\/aulaerre.noblogs.org\/?p=660"},"modified":"2014-02-10T15:37:23","modified_gmt":"2014-02-10T14:37:23","slug":"10-febbraio-giorno-del-revisionismo-storico-noi-ricordiamo-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/aulaerre.noblogs.org\/?p=660","title":{"rendered":"10 FEBBRAIO: GIORNO DEL REVISIONISMO STORICO NOI RICORDIAMO TUTTO!"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">10 Febbraio 2014: sono dieci anni esatti dall\u2019istituzione del \u201cgiorno del ricordo\u201d e noi, per questo decennale, vogliamo come abbiamo sempre <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">fatto<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">, ricordare. Ovviamente il nostro ricordo non pu\u00f2 derivare dall\u2019esperienza, ma possiamo sopperire a questa mancanza con lo studio; ma studiando quei fatti notiamo come il ricordo che ci viene propagandato dai media, dai politici (in questi casi sempre uniti) e da tutta una serie di sedicenti intellettuali non corrisponde esattamente alla realt\u00e0. Notiamo come la versione ufficiale sbandierata ai quattro venti sia raffazzonata, semplicistica e spesso totalmente inventata.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ma come mai vi \u00e8 questa larga diffusione di tali falsit\u00e0 storiche? Eppure ricostruire la storia contemporanea \u00e8 piuttosto semplice, basta prendere dati ufficiali, testimonianze affidabili supportate da prove e si pu\u00f2 ricostruire la realt\u00e0 dei fatti. Cos\u00ec hanno fatto moltissimi storici che non guidati da sentimenti propagandistici, ma dalla sola volont\u00e0 di riportare la verit\u00e0, hanno prodotto una bibliografia molto vasta sui fatti riguardanti il confine orientale, dalla fine della prima guerra mondiale fino agli anni \u201950,\u00a0 in cui si concluse la questione della riassetto dei confini dopo il secondo conflitto mondiale.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Un processo di annullamento della memoria storica fatto con il preciso intento di rafforzare la classe dominante; annullare il passato, equiparare chi lottava per la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza sociale a chi stava dalla parte dell\u2019oppressione. Perpetrare un revisionismo storico di stato su ogni periodo di lotta <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\"> con il chiaro intento di allontanare le classi subalterne da ogni velleit\u00e0 di cambiamento rivoluzionario, di renderle subalterne da un punto di vista culturale, di riabilitare il fascismo per cooptare una parte di malcontento, ormai lobotomizzato, nelle file di chi da sempre \u00e8\u00a0 il \u201ccane da guardia della classe dominante\u201d. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Proprio quest\u2019anno la RAI ha mandato in onda una serie di fiction sugli anni di piombo con una ricostruzione storica falsata, propagandistica e a tratti quasi grottesca.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">In questo contesto la retorica nazionalista (e nel caso della questione del confine orientale pure quella irredentista) ripresa dal fascismo e successivamente dai vari gruppi neofascisti \u00e8 perfetta per distogliere l\u2019attenzione della popolazione dai veri problemi e concentrarla nell\u2019odio contro il diverso, nella esaltazione delle italiche glorie, nella difesa dei soldati pagati per difendere e incrementare gli interessi di Stato neocoloniali (ad esempio come nel &#8220;caso mar\u00f2&#8221;,\u00a0 polizia privata delle navi mercantili).<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">L\u2019inizio di questo processo di cancellazione della memoria storica si pu\u00f2 trovare sin dall\u2019alba della Repubblica quando, appena finita la guerra e liberata l\u2019Italia dal giogo nazi-fascista, invece di assumerci le nostre responsabilit\u00e0 si tent\u00f2 di annullare ogni ricordo del ventennio, cancellarlo come una lavagna, tagliare il filo della storia nel 1922 e riattaccarlo nel 1943 (data dell\u2019armistizio e dell\u2019inizio della resistenza). Una parte della vecchia classe dirigente, con il voto contro Mussolini, la notte del 25 Luglio 1943 e con l\u20198 Settembre data dell<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">&#8216;armistizio<\/span>,<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">\u00a0<\/span> tent<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">\u00f2<\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">di<\/span> sfuggire alle proprie responsabilit\u00e0 cercando di ripulire la propria immagine agli occhi degli Alleati e della popolazione italiana ed in buona parte vi riuscirono. Con la fine della guerra e la spartizione dell\u2019Europa in aree d\u2019influenza e il conseguente inglobamento dell\u2019Italia nell\u2019area Nato, si form\u00f2 (quasi) una nuova classe dirigente che, fin da subito cerc\u00f2 di dimenticare le colpe e la barbarie dello Stato fascista in nome della riconciliazione nazionale. Il nuovo Stato liberale quindi fin da subito prepar\u00f2 il campo per questa rimozione della memoria storica su larga scala, <span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">cominciando <\/span>dall\u2019epurazione del fascismo dalle istituzioni\u00a0 e al processo per i criminali fascisti<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Tali operazioni, lungi dall\u2019essere qualcosa di simile a ci\u00f2 che accadde in Francia o in Germania, furono totalmente di facciata: semplice propaganda di fronte ad una popolazione che, in buona parte, non aveva dimenticato e continuava la lotta partigiana cercando, in alcuni casi, di trasformarla in lotta rivoluzionaria. Infatti, alcuni giudici che presiedevano le commissioni per l\u2019epurazione o le aule dei tribunali erano gravemente compromessi col vecchio regime fascista. In questi processi le condanne furono poche ed estremamente indulgenti ma non fin\u00ec qui<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">;<\/span> poco tempo dopo, nel 1946, appena un anno dopo la fine della guerra, il Ministro della Giustizia Togliatti eman\u00f2 un\u2019amnistia che lasci\u00f2 impuniti perfino criminali del calibro di Graziani, Roatta e Borghese (quel Iunio Valerio Borghese capo della X MAS che dopo aver perpetrato i peggiori crimini di guerra tent\u00f2 nel 1970 un colpo di Stato).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\"> Quindi all\u2019alba della Repubblica, l\u2019Italia si ritrov\u00f2 con una nuova classe dirigente in cui convivevano esponenti della resistenza e &#8220;vecchi personaggi&#8221; compromessi col fascismo. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Vertici militari, Questori, Prefetti, Giudici e una serie di dirigenti e funzionari pubblici ripresero le loro\u00a0 cariche nel nuovo Stato; come nella pi\u00f9 italica delle tradizioni, tutto fin\u00ec a \u201ctarallucci e vino\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Tutto ci\u00f2<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">, <\/span>chiar<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">amente,<\/span> segn\u00f2 l\u2019inizio del processo di rimozione storica, in cui le responsabilit\u00e0 del P.C.I. furono gravissime. Infatti, esso non solo si res<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">e<\/span> complice della sostanziale impunit\u00e0 lasciata ai membri del vecchio regime, non solo in pi\u00f9 occasioni blocc\u00f2 ogni tentativo rivoluzionario, ma si rese altrettanto complice della (ri)costruzione della memoria storica ufficiale della prima repubblica in cui erano esaltati i valori della resistenza e i partigiani che l\u2019avevano combattuta<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">; ma dove per\u00f2,<\/span> anche le forze armate vennero riabilitate dimenticando tutti gli orrori commessi<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">,<\/span> ma glorificandone\u00a0 il loro sforzo sia <span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">militare che u<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">mano <\/span><\/span>(facendo leva sui sentimenti umani, cosa\u00a0 sbagliata se si vuole fare storia atten<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">endosi <span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">ai fatti senza <\/span><\/span>produrre fiction strappalacrime). Questo ha portato a storie quasi da fiaba che possiamo vedere anche in film come (Il mandolino del capitano Corelli o in Mediterraneo) in cui viene esaltato il mito del &#8220;bravo italiano&#8221; che si trova\u00a0 in una guerra che non vuole, ma che per il glorioso senso del dovere verso la patria, combatte con onore e umanit\u00e0<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">.<\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">T<\/span>ralasciando le fiabe e raccontando la storia reale, vediamo che l\u2019<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">I<\/span>talia era in guerra per le mire espansioniste del fascismo, della borghesia e del nazionalismo; le forze armate italiane non aiutavano le popolazioni locali, ma erano truppe d\u2019occupazione chesi macchiarono di crimini non minori a quelli\u00a0 compiuti dalle truppe naziste.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">C&#8217;era anche chi fu mandato in guerra ma di quella guerra non voleva neanche sentir parlare: \u00e8 not<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">o<\/span> che<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"> a partire dall<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">a fine del <\/span><\/span>\u201943 molti reparti delle forze armate disertarono e si allearono alla lotta partigiana in Italia e nei Balcani.\u00a0 Questo non \u00e8 un buon motivo per cancellare o dimenticare le\u00a0 colpe e\u00a0 il ruolo delle forze armate nella guerra nazifasciste.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Con gli anni, con la progressiva perdita della memoria si \u00e8 diffuso sempre pi\u00f9 il peggiore revisionismo, mistificazioni e falsit\u00e0 della peggior feccia nostalgica.\u00a0 Questo ha contribuito ad anni di rimozione della memoria storica, sostituita da una memoria artificiosa fabbricata ad hoc per mantenere salvo il mito &#8220;degli italiani brava gente.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Con la caduta della prima repubblica, questo processo ha subito un salto di qualit\u00e0 sia qualitativo che quantitativo. <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">La seconda repubblica si \u00e8 caratterizzata fin da subito per il totale abbandono di ogni idea\u00a0 di resistenza antifascista, in favore di uno spirito pi\u00f9 neutrale verso la storia del periodo fascista, tanto che si \u00e8 giunti alla riabilitazione dei repubblichini e alla loro equiparazione coi partigiani: la cosiddetta \u201cmemoria condivisa&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\"> Si \u00e8 assistito ad una certa tolleranza e connivenza nei confronti di tutta una serie di associazioni, partiti e gruppi di chiara matrice fascista e si \u00e8 assistito alla creazione di una memoria storica ufficiale nazionalista, a-fascista (con la perdita totale del valore dell\u2019antifascismo),\u00a0 anticomunista e antipartigiana.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Il Giorno del Ricordo si pone esattamente in questo contesto come una delle pi\u00f9 importanti opere di revisionismo storico di propaganda nazionalista. Secondo la versione ufficiale (ripresa dalla retorica neofascista) ripetuta come un &#8220;mantra&#8221;,\u00a0 il 10 Febbraio si ricordano le vittime delle foibe e l\u2019esodo giuliano-dalmata\u00a0 subito dagli italiani ad opera della ferocia dei partigiani titini. In particolare ci raccontano che i partigiani\u00a0 in preda ad un irrazionale odio verso gli italiani e per intraprendere il sogno espansionistico jugoslavo, uccisero gli italiani e quelli che non morirono furono obbligati ad emigrare. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Le cifre\u00a0 su questa \u201ctragedia\u201d a volte superano persino il ridicolo con personaggi che parlano di centinaia di migliaia e a volte persino milioni di persone coinvolte. La realt\u00e0 per\u00f2 \u00e8\u00a0 ben diversa. <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">I territori menzionati, ovvero l\u2019Istria e la Dalmazia, sono sempre stati un insieme di etnie diverse, in cui quella slava era numericamente preponderante nei confronti di quella italiana. Finita la &#8220;Grande Guerra&#8221; con le successive annessioni territoriali a seguito dei trattati di pace, tutta la regione pass\u00f2 sotto il governo italiano,\u00a0 poi con il fascismo si annessero altri territori.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">\u00a0<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">I<\/span>l governo italiano in queste terre applic\u00f2 una vera e propria pulizia etnica<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">:<\/span> italianizzazione forzata,\u00a0 divieto di parlare la lingua slava, repressione di tutta lacultura slava. Mussolini stesso in un discorso a Pola (l&#8217;attuale Pula) fece capire che l\u2019occupazione italiana di quelle terre non sarebbe stata esattamente conciliante per le altre etnie: \u201c<\/span><\/span><em><span style=\"color: #555555\"><span style=\"font-family: Lucida Sans Unicode,serif\"><span style=\"font-size: small\">di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica dello zuccherino, ma quella del bastone.[&#8230;]I confini dell\u2019Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani. [discorso tenuto a Pola, 24 settembre 1920] \u201c.<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Durante tutto il periodo dell\u2019occupazione, fino alla fine della seconda guerra mondiale, le forze armate italiane si resero protagoniste di una delle pi\u00f9 feroci repressioni, contro la resistenza e la popolazione slava<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">.<\/span>\u00a0 Furono costruiti campi di concentramentoin cui furono internate centinaia di migliaia di persone<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"> e con decine di migliaia di morti. V<\/span>i furono anche rappresaglie contro la popolazione c<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">on<\/span> stragi,\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\"> perpetra<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">ndo <\/span>ogni genere di crimine<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">.<\/span> <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Con la sconfitta dell\u2019Italia in guerra e l\u2019avanzamento delle truppe alleate, quei territori finirono sotto il controllo delle forze titine (al loro interno vi erano\u00a0 numerosi italiani) e come ogni\u00a0 esercito durante la guerra, arrest<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">\u00f2<\/span> e process\u00f2 i presunti responsabili delle atrocit\u00e0 nazifasciste. <span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">Vi furono<\/span> condanne a morte e i corpi, poi, gettati nelle foibe (usate <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">in precedenza <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">come fosse comuni anchedalle forze dell&#8217;<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">A<\/span>sse)<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">.<\/span>\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\"> Le vittime ritrovate nelle foibe,\u00a0 secondo i dati ufficiali <span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">(<\/span> italian<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">i<\/span>) sono state qualche centinaio<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">,<\/span> prevalentem<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">ente<\/span> fascisti, collaborazionisti e spie varie, podest\u00e0, ufficiali delle forze armate e delle forze dell\u2019ordine(non certo civili); <span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">in<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">dividui<\/span><\/span> gravemente compromess<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">i <\/span>col regime fascista\u00a0 responsabili <span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">e<\/span> complici dei crimini commessi.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Per quanto riguarda l\u2019esodo giuliano-dalmata si tratta di una costruzione artificiosa ancora pi\u00f9 evidente. Dopo la guerra, con i trattati di pace<span style=\"font-family: Times New Roman,serif\">,<\/span> all\u2019Italia furono tolte le colonie e i territori balcanici\u00a0 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\"> e furono\u00a0 inglobate nella jugoslavia <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">(Trieste fu inizialmente citt\u00e0 neutrale e poi dal \u201956 annessa all\u2019Italia). Gli stessi trattati di pace definirono inoltre che la popolazione italiana residente aveva il diritto di scegliere, senza alcun obbligo se mantenere la nazionalit\u00e0 italiana emigrando in Italia o se rimanere prendendo quella jugoslava. Il tutto in un arco di tempo che dur\u00f2 circa dieci anni. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\"> Le cifre &#8220;sparate&#8221; dalla propaganda ufficiale sono a dir poco fantasiose: secondo il conteggio ufficiale, le persone coinvolte sono circa 190000, la propaganda ufficiale, cos\u00ec solerte nel voler ricordare, dimentica sempre le migliaia di italiani che decisero di rimanere.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\"> Al contrario del governo fascista, quello jugoslavo concesse diritti che attualmente, molte minoranze che risiedono in Italia non hanno. Nelle regioni interessate fu riconosciuto il bilinguismo, l\u2019insegnamento della lingua e della cultura italiana nelle scuole, l\u2019istituzione e la sovvenzione con fondi pubblici dell\u2019editoria italiana, dei circoli culturali, ecc. <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Tutto questo rappresenta la realt\u00e0 storica e non ha i connotati di una pulizia etnica o di persecuzione su base nazionalista oppure di tutte le fandonie che ci vengono propinate.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Oggi 10 Febbraio (e sempre) ricordiamo le atrocit\u00e0 del fascismo, ricordiamo tutti i crimini commesse dalle truppe italiane in tutte le guerre d\u2019occupazione, i campi di concentramento, l\u2019utilizzo dei gas sulla popolazione, ricordiamo<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\"> cosa ha rappresentato il fascismo. <\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ricordiamo anche\u00a0 tutte quelle persone che hanno portato avanti una resistenza contro tutto questo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif\"><span style=\"font-size: medium\">Ricordiamo anche quello che disse nel 1942 il partigiano Stjepan Filipovic prima di essere impiccato dai fascisti: \u201cSMRT FASZISMU, SLOBODA NARODU\u201d che tradotto sarebbe \u201cMORTE AL FASCISMO, LIBERTA\u2019 AI POPOLI\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\" align=\"JUSTIFY\">COLLETTIVO AULA R<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 10 Febbraio 2014: sono dieci anni esatti dall\u2019istituzione del \u201cgiorno del ricordo\u201d e noi, per questo decennale, vogliamo come abbiamo sempre fatto, ricordare. 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