DALLA GRECIA…ALL’ITALIA

Cosa succede in Grecia? Riteniamo importante portare l’attenzione su quanto sta realmente accadendo nel paese ellenico, cercando di ribaltare la cronaca fatta dai media ufficiali. E’ necessario ripercorrere gli ultimi anni per capire i passaggi che hanno portato per l’ennesima volta il popolo ellenico a dimostrare la propria forza in piazza. E’ altresì fondamentale comprendere come tutto ciò che sta accadendo in Grecia presenti molte analogie con situazioni che si stanno creando in Italia o in altri paesi europei.

Il 12 febbraio il governo “tecnico” greco ha approvato ancora una volta le direttive imposte dalla Troika. Queste misure, che dovrebbero garantire nuovi finanziamenti (130 miliardi di euro), sono state presentate dal governo greco come l’unico modo per salvare il paese dalla catastrofe e dalla miseria. Ma in realtà il proletariato greco, il popolo greco, è già ridotto nella miseria.

Non sono bastati i drastici tagli alla spesa pubblica, ai salari, alle pensioni, fatti già durante lo scorso anno. Misure che hanno portato un popolo praticamente alla povertà ed alla disoccupazione di massa. Con questa nuova tranche d’aiuti economici il governo greco ha approvato un ulteriore pacchetto che prevede una radicale riforma del mercato del lavoro: soppressione di 15.000 posti di lavoro nel pubblico impiego, ulteriori tagli alle pensioni ed una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito. A questi si aggiungono anche una drastica riduzione dei finanziamenti nei servizi pubblici.

Mentre la popolazione sprofonda nella miseria, i potenti si arricchiscono alla faccia della crisi, con le commesse di armi, con i finanziamenti della troika, con la riduzione dei salari e dei diritti dei lavoratori.
E’ notizia degli ultimi giorni che c’è un ulteriore ricatto nei confronti del popolo greco: infatti per il 2012 la spesa militare ellenica ammonterà a 7 miliardi di euro, (3% del PIL nazionale) per l’acquisto di armi rigorosamente “made in Germany”. In cambio la Germania avrebbe assicurato l’erogazione di denaro per il salvataggio della Grecia.
Ma la salvezza per chi? Non certo per il popolo greco che dovrà continuare a sacrificarsi per salvare i profitti ed i privilegi dei padroni e di chi fa i loro interessi.Si possono subito notare delle analogie con l’Italia dell’austerità e dei sacrifici, con le riforme che il governo Monti sta attuando: gli attacchi del capitale ai lavoratori ed alle fasce sociali più deboli sono sempre gli stessi!

In Grecia come in Italia, ma anche in altri paesi d’europa, aumenta sempre di più un senso di sfiducia e disillusione nei confronti dei governi nazionali e della “democrazia” visto che il livello decisionale comincia a essere percepito come lontano e non più individuabile.
Questo avviene sia per come i governi stanno applicando le pesanti misure di austerità e sacrifici, dettate dalla troika (Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea), sia per come questi stessi governi stanno reprimendo le proteste, cercando di soffocare la vasta opposizione sociale che si va formando in molti paesi.
La Grecia ci dà molti spunti anche per riflettere sulle pratiche di lotta, e questo non solo per la forza cui la popolazione sta dimostrando la sua opposizione. In Grecia continuano a sorgere esperienze di autogestione, occupazioni, forme di autorganizzazione nei quartieri e nei luoghi di lavoro.
L’ospedale di Kilikis è autogestito dai lavoratori, nell’area industriale di Atene, alcuni lavoratori  sono in sciopero da oltre cento giorni.
Forme di lotta che cercano di rompere i lacci delle burocrazie partitiche e sindacali, che legate ad una politica elettoralista, non propongono reali soluzioni ad una popolazione sempre più ridotta nella povertà.

Esprimiamo solidarietà alla lotta del popolo greco e rilanciamo ovunque la lotta contro sacrifici e austerità!

 COLLETTIVO AULA R

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